
Scheda film
Smetto quando voglio
Smetto quando voglio
Smetto quando voglio del 2014, durata 100 minuti, voto TMDB 7,4: una scheda pronta per scegliere rapidamente se guardarlo in TV.
Trama
Roma, 2014. Pietro Zinni, ricercatore neurobiologo presso l'Università La Sapienza, talentuoso nel suo campo, brillante e molto quotato, incarna lo stereotipo del giovane insegnante precario e inascoltato (come molti altri della sua generazione confluiti poi nella cosiddetta fuga di cervelli) lavora per una paga misera nella speranza del posto fisso. Pietro non sa farsi rispettare nemmeno dagli studenti a cui impartisce ripetizioni di chimica, in particolare da Maurizio, che si dichiara povero, da cui attende centinaia di euro di saldo per tre mesi di lezioni. Pietro presenta alla commissione appaltatrice per i nuovi progetti un rivoluzionario algoritmo per la modellizzazione teorica di molecole organiche, ma il decano professor Seta rende la presentazione pressapochista, mostrandosi appartenente ad una vecchia generazione di docenti che mantengono facilmente il posto fisso grazie più a servilismi e accordi politici che interesse reale nella scienza. A causa sua, il finanziamento non viene approvato e, dopo aver promesso blandamente che farà «il possibile» per riottenere i finanziamenti, Seta lo licenzia. Pietro non ha il coraggio di dire la verità alla sua compagna Giulia, assistente sociale per recupero dalla tossicodipendenza, alla quale dichiara di aver ottenuto il posto. Casualmente scopre il suo studente Maurizio spendere 200 euro in benzina per un'auto di grossa cilindrata con cui va in un'esclusiva discoteca: Pietro lo insegue in bicicletta, entra nel locale e scopre che il ragazzo spende ulteriori 100 euro per un cocktail drogato. Da qui l'idea: produrre e spacciare smart drugs, ossia droghe composte da molecole non ancora catalogate come stupefacente dal Ministero della salute. Per realizzare il tutto decide così di rivolgersi ad ex ricercatori universitari come lui che, a causa dei tagli dei fondi e dei posti di lavoro, sono ora costretti a fare lavori inadeguati rispetto alle loro qualifiche con stipendi da fame: Giorgio e Mattia, latinisti di fama mondiale, ora benzinai notturni; Alberto, chimico computazionale, ora lavapiatti in un ristorante cinese; Bartolomeo, economista fidanzato con Angelica, figlia di una famiglia di sinti circensi, si arrabatta tentando di vincere a poker con loro; Arturo, archeologo classico da sempre universitario precario indigente che supervisiona gli scavi della metropolitana alla ricerca di reperti della Roma; Andrea, antropologo di discreta fama che ora cerca impiego presso uno sfasciacarrozze fingendosi un rozzo ciociaro. Per iniziare l'attività Bartolomeo chiede del denaro in prestito ad Angelica in cambio di una promessa di matrimonio; Pietro progetta, grazie all'algoritmo da lui sviluppato all'università, una rivoluzionaria smart drug; Alberto si occupa di sintetizzarla usando clandestinamente il laboratorio dell'Università; Andrea smercia la droga nei locali grazie alle sue tecniche di immedesimazione antropologica, aiutato da Giorgio e Mattia; Bartolomeo gestisce la cassa e procura i clienti; Arturo ha l'unica funzione di guidare il furgone (della società archeologica, insospettabile per la polizia) per trasportare la droga. Dalle discoteche pubbliche ai locali privé, fino alle feste in villa con politici ed imprenditori, la banda fa presto ad arricchirsi e farsi un nome negli ambienti. La ricchezza dà alla testa al gruppo: Arturo porta a pranzo i due operai di cui supervisiona il lavoro in un ristorante i cui piatti sono carissimi, Alberto vuole testare gli effetti clinici della droga su sé stesso assumendo una pillola, entrando così in un tunnel di dipendenza e iniziando una relazione con Paprika, prostituta russa tra le tante presenti ai festini che Giorgio e Mattia danno quotidianamente nell'appartamento di lusso all'interno di un albergo, in cui ora vivono. Bartolomeo viene raggiunto dai parenti di Angelica, che gli ricordano la promessa di matrimonio alla figlia. Il successo della nuova incredibile smart drug ha attirato però l'attenzione non solo della polizia, ma del Murena, boss malavitoso e gestore del mercato della droga a Roma. Pietro, conseguentemente alla sua attività, ormai vive di notte continuando ad accampare scuse a Giulia, la quale trova tutto il denaro contante che Pietro nasconde in casa: messo alle strette, è costretto a confessare la verità sulla sua attività di spaccio. Giulia confessa a sua volta la propria gravidanza e caccia di casa Pietro perché non vuole crescere un figlio il cui padre è spacciatore. Giorni dopo, Pietro invita Giulia a cena per parlare in pace (prenotando un intero ristorante), ma alla cena si presenta invece proprio il Murena, un uomo calmo ma minaccioso con una voce roca e una cicatrice da ustione sull'occhio destro. Il Murena ha rapito Giulia e chiede in cambio 10 chili della droga della banda da consegnare il giorno dopo. Pietro, nel panico, riceve inoltre una telefonata da Alberto, sopravvissuto ad un violento incidente con il suo nuovo coupé, causato dallo stato confusionale indotto dalla droga: la stradale ha trovato mezzo chilogrammo di sostanza. Alberto viene infine rilasciato (la droga non è illegale) e Pietro deve trovare il modo per fare rilasciare Giulia. Per reperire gli ingredienti della sostanza, la banda rapina una farmacia, armata di fucili ottocenteschi rubati da Arturo dai depositi di un museo, ma un colpo ferisce gravemente il giovane farmacista, che riconosce Pietro come il professore con cui sostenne un esame quattro mesi addietro. Disperato, Pietro somministra al farmacista un intruglio di sostanze che dovrebbero stordirlo al punto da cancellargli la memoria. L'incontro con Murena per salvare Giulia viene fissato al matrimonio di Bartolomeo e Angelica, una bidonville popolata da persone più pericolose del Murena stesso. In una momentanea assenza dei suoi scagnozzi, Murena inizia a parlare con una voce non roca e un tono allegro e pacato, porgendo sinceri complimenti a Pietro per il suo lavoro e gli segue di essere anche lui un ex ricercatore, cacciato dall'università: lui è un ingegnere navale specializzato in fluidodinamica, e ha preso il soprannome Murena dal nome di un sommergibile progettato da suo nonno. Pietro gli consegna la droga promessa e libera Giulia. Nel frattempo Bartolomeo, convinto che il matrimonio sia solo folkloristico, firma le carte diventando realmente marito di Angelica ed entrando nella famiglia sinti. Lo scambio delle pillole era, tuttavia, una truffa: il Murena ha provato l'unica reale pillola rimasta (la numero 0, primissima prodotta da Alberto) accaparrandosi dieci chili di caramelle di zucchero, mentre, all'esterno del matrimonio, il farmacista svenuto è stato spostato dal furgone all'auto del Murena. Il tutto è stato abilmente architettato da Pietro, che ha patteggiato con il commissario Galatro la liberazione di Alberto e la propria incarcerazione in cambio della consegna del Murena, accusato infine del sequestro del farmacista. Un anno più tardi Pietro, in prigione, prova a insegnare i primi rudimenti della chimica ai detenuti interessati a ottenere un diploma; Giulia va a trovarlo con il figlio, e lo avvisa che "rischia" di essere rimesso in libertà per buona condotta, perdendo così lo stipendio da insegnante del carcere. Pietro però tranquillizza la compagna, rivelandole di avere un piano per allungare di un altro po' i tempi di carcerazione: una finta rissa in sala mensa.
In TV oggi
- Nessuna messa in onda residua salvata per oggi.
Attori principali


Valeria Solarino

Valerio Aprea

Paolo Calabresi

Libero De Rienzo

Stefano Fresi
Lorenzo Lavia
